martedì 29 ottobre 2013

La superbia del Guggenheim di Bilbao

Bilbao attraversata dal fiume Nervion
“Ma perché proprio un ragno all’entrata del Guggenheim di Bilbao?”
Una domanda che mi ha spiazzato e mi ha lasciato ragionare sulla validità del simbolismo. Perché secondo me di questo di trattava e dopo qualche ricerca, felicemente, posso affermare che sia così, dato che la risposta data da una saccente architetto, presente alla discussione è stata “Per poterci passare tra le zampe”.

Ma partiamo dall’inizio. 
Un breve preambolo è necessario a capire come si è arrivati a questa domanda.
Ebbene, sto seguendo un corso PON di spagnolo, sicché nella prima lezione, quella introduttiva, la maestra Sofia ci ha illustrato Bilbao, la città da cui proviene, situata a nord della Spagna, nei Paesi Baschi. 
E ovviamente, dato che a livello artistico la città è rinata nel 1997, grazie all’accordo tra l’amministrazione comunale e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, Sofia non poteva non accennare alla costruzione del museo ad opera dell’architetto canadese Frank Gehry.

F. Gehry, Guggenheim Museum, Bilbao
Un museo che senza dubbio ha rivoluzionato la concezione dell’architettura contemporanea, in un’apoteosi di intersecazioni lineari, forme esasperate e materiali leggerissimi, rientrando così nella corrente artistico-architettonica della Sulturarchitettura.

Concepito su tre livelli abitativi più un quarto per i diversi impianti di refrigerazione, condizionamento ed elevazione, il museo è infatti uno degli edifici simbolo del più preciso ingegno umano: basti pensare che per il totale rivestimento esterno della struttura si è fatto fronte a più di 60 tonnellate di titanio, 27.000 m2 di pietra chiara di Granada e 2500 pezzi di cristallo termico per le superfici trasparenti.

Stessa rivoluzione delle forme però, non riguarda anche gli interni, sicuramente più dolci e neutri nell’intersecazione delle pareti; una soluzione necessaria alla comprensione ed alla valorizzazione delle opere d’arte ivi contenute: la collezione del Guggenheim riguarda l’arte contemporanea,  spaziante da Basquiat a Warhol, da Salle a Rauschenberg.
(Per una completa visione delle opere e degli artisti presenti, clicca qui)

R- Rauschenberg, Barge, 1962, olio e inchiostro serigrafato su tela, Guggenheim Museum, Bilbao. 

J. Koons, Puppy, 1992, fiori su struttura,
Guggenheim, Bilbao 
Premesso tutto questo è possibile quindi affermare, - includendo la fastosità del gigantesco cane Puppy, composto da 70.000 fiori, che fa da guardia al museo – che l’intero assetto museale è stato voluto, creato e sviluppato, sotto un’aurea di superbia spropositata fusa a senso di magniloquenza e voglia si superamento di ogni limite.
Alla fine la frase di compiacimento dello stesso architetto Gehry ha confermato questo: “Costruire questo museo è stato come costruire Notre Dame, ma dopo”. Una frase che non lascia molto adito a fraintendimenti e fa presagire un senso di onnipotenza, autocompiacimento e soddisfazione.

Ed è qui che subentra il ragno di bronzo prima della scalinata che volge al fiume Nerviòn, opera dell’artista Louis Bourgeois alto quasi una decina di metri.
Il ragno infatti, per quanto sul piano del pensiero artistico-filosofico dell’artista, riconduca alla sessualità ed alla maternità – la statua è completa anche della sacca delle uova – sul piano della simbologia, rappresenta la superbia, sul dettame del mito di Aracne.

L. Bourgeois, Ragno, 2001, Ferro, Guggenheim Museum, Bilbao. 
L’abile tessitrice, che soleva ripetere di essere più brava della dea Atena, protettrice delle arti, fu da questa sfidata per via della sua superbia. E dando filo da torcere alla dea, fu trasformata dalla stessa proprio in un ragno, costretto a tessere per tutta la vita dalla propria bocca, che era stata portatrice di tanta spavalderia della donna.

Quel ragno quindi ha un significato, anche molto profondo. È un monito che suole ricordare che la perfezione non esiste anche laddove è lampante, che nonostante imprese titaniche, bisogna sempre rimanere coi piedi per terra e ragionare costantemente con umiltà e modestia.
Quella modestia che proprio manca all’imponente ed articolata struttura del museo che, prima di-custodire opere d’arte, è esso per primo un’opera d’arte.

Panorama di Bilbao con Guggenheim Museum in primo piano. 

1 commento:

  1. Benedetto Romeo16 agosto 2017 16:12

    L'architettura deve essere bella ma funzionale ad uno scopo, abitazione, convegno, esposizione.
    Quando fa predominare l'esercizio estetico e lo fa prevalere su tutto cessa di essere architettura e si converte in scultura, talvolta incomprensibile.
    Benedetto Romeo

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