domenica 24 marzo 2013

Giovani Talenti: Leonardo Mangini



Tra le personalità più intelligenti ed eclettiche che io conosca, configura Leonardo Mangini, figura pragmatica e poliedrica dal profilo geniale.
Laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari, Leonardo attualmente ricopre la carica di segretario (a livello locale) presso il Rotaract ed il ruolo di amministratore di Wikipedia.
Inoltre il suo talento da scrittore, in passato, gli ha permesso di collaborare alla stesura di articoli per la testata di carattere generale Diritto di Critica, e tuttora lo vede redattore del giornale Il Campanile, bimensile della città in cui vive, Canosa di Puglia, e di alcuni siti sempre a carattere locale, uno fra tutti I love Canosa.


D: La qualità del tuo curriculum ti mostra una persona attenta alla cultura ed alle problematiche dei tuo paese. Ciò nonostante sei iscritto presso la Facoltà di Giurisprudenza. Questa dicotomia tra formazione giuridica e passione letteraria come si sposa nella tua vita di tutti i giorni?
Di cosa tratti abitualmente nei tuoi spazi?

R: “Di tutto un po'”. Ora non so, non starebbe a me dirlo, ma da bambino ero un attento osservatore. Anche abbastanza “puntiglioso”, usando un eufemismo. Così ho continuato, effettivamente, e ho applicato nel mio percorso questa “peculiarità” (a volte pregio e a volte difetto, ma sono fatto così). Non faccio mistero di essere un fuoricorso universitario, ma non per necessaria pigrizia. Nel mentre, ho accumulato un pochettino di esperienza e svariati interessi. Distrazioni utili. Onestà per onestà, diventare giurista non è la mia massima aspirazione, ma confido di scrivere una tesi decente.


D: Anche nel privato, riservi parte del tuo tempo alla scrittura. Oltre ad amministrare Wikipedia, gestisci il tuo blog personale, Sciccherie (Vedi qui) in cui analizzi i diversi aspetti della società in cui viviamo, spaziando dalla politica alla musica, dal costume allo spettacolo. Da dove nasce l’esigenza di crearsi uno spazio per discutere di tutto quello che ti salta agli occhi?

R: Lo scrissi nel mio primo post sul blog, nel 2009. “Sono convinto ci possa essere qualcuno tra i miei amici e conoscenti in grado di condividere e obiettare sui miei punti di vista. Di discutere, insomma. Ammetto di averne un bisogno psico-fisico”. E poi, ovviamente, uno sfogo personale è necessario. Non siamo androidi.


D: Il fil rouge che unisce questa e le altre interviste è la domanda sul rapporto con il territorio.
Sono del parere che il territorio formi, motivi, educhi e plasmi in qualche modo alcuni lati del carattere di una persona. Quanto ha inciso sul tuo essere, la terra in cui sei nato e hai vissuto? Qual è il rapporto che vivi con il paese in cui risiedi?

R: Odi et amo. Continuo. Verissimo: famiglia e terra impartiscono una forma mentis difficile da rinnegare in seguito. Sono stato un forte sostenitore della crescita del mio territorio. Bellissimo, fantastico, unico. Ma carente e ancora (volontariamente) ignaro, lassista delle proprie potenzialità.
E, purtroppo, sorgono occasioni in cui la grettezza generalizzata schiaccia spesso tentativi di sviluppo. Vorrei che chi vada fuori a studiare o lavorare debba prima o poi tornare, per dare un po' di lustro e sostanza alla propria casa, senza abbandonarla del tutto. Non bisogna mai dimenticare le proprie origini. Ma in molti l'hanno già fatto.


D: Chi segue già la rubrica Giovani Talenti, ricorderà della mia domanda rivolta a Marco Ricatti, circa la vostra idea di istituire una stazione radiofonica nella vostra terra di residenza.
Infatti, con Marco e Gigi D’Aquino, da qualche tempo state cercando di concretizzare un progetto, volto a creare un nuovo spazio radiofonico nel Nord Barese.
Quali saranno le novità che pensate di apportare nel vostro spazio, qualora, - ve lo auguro - doveste riuscire nel vostro intento?

R: In proposito, già questa è una “strada”. Cerchiamo qualcosa di fresco ed unico, senza prefissarci programmi particolari od intenti spregiudicati. L'ambizione? Cercare di muovere un po' una realtà che non merita di defungere. Siamo abbastanza consci dei nostri mezzi e delle nostre singole caratteristiche. Dobbiamo solo credere  in quello che vogliamo realizzare. Il resto vien da sé.


D: Il tuo futuro apre a due strade: una volta alla carriera giuridica, l’altra volta a perseguire il tuo talento. Quale ti auspichi di seguire?

R: “La seconda che hai detto” (cit.). Senza dubbio.

Intervista di Antonio, Dario Fiorini 

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