lunedì 13 gennaio 2014

Le dieci città europee che vi consiglio di visitare: AMSTERDAM e COLONIA (3/5)

Il terzo post di cinque, riguardanti le 10 città europee che consiglio di visitare, qualora decideste di voler improntare le prossime vacanze in programma su un piano più culturale ed artistico che gastronomico e ludico, riguarderà due città del nord ovest europeo, rinomate oltre che per la loro arte, anche per la loro visione della vita viziosa e lussuriosa.

Infatti Amsterdam e Colonia, non a caso sono meta turistica di tutte quelle persone che sperano di unire “l’utile al dilettevole”, destreggiandosi tra musei e monumenti senza disdegnare una passeggiata tra le vetrine della prima e le case rosse della seconda, che ospitano donnette di facili costumi disponibili a concedere ricordi atipici del soggiorno vissuto.


AMSTERDAM

Panorama di Amsterdam
Per chiunque Amsterdam è legalizzazione della marijuana e coffe shop, legalizzazione dei matrimoni gay, tulipani, vetrine e peep show, tulipani e mulini a vento, arte fiamminga, Rembrandt, Vermeer e Van Gogh; non necessariamente nell’ordine da me elencato.

Eppure questa cozzaglia (giusta, per carità) di caratteristiche, cela ai più la consapevolezza che Amsterdam sia una realtà storica d’eccellenza, essendo stata per secoli la capitale di un’Olanda conquistatrice e temuta dalle altre potenze; una storia che ben si esplica nei suoi monumenti e musei.

Chiesa del Sud, XVII secolo, Amsterdam. 
Infatti la monumentalità della città non risiede solo nelle sue costruzioni, di cui nelle diverse piazze si conservano meravigliosi esempi di edifici dal XIV secolo in poi, ma anche e soprattutto negli importantissimi musei che raccolgono le opere d’arte dei più importanti artisti olandesi nonché formativi sugli usi e costumi degli abitanti del paese caratterizzato dal color arancio.

E se non mi dilungherò su panoramiche piazze e sulle medievali chiese del XIV - XVI secolo come la Chiesa Vecchia e la Chiesa Nuova, o in stile barocco, come la Chiesa dell’Ovest e la Chiesa del Sud, importanti perché centri nevralgici della vita cittadina plurisecolare, porrò qui più attenzione ai musei ed ai luoghi caratteristici, dato che questa è la finalità del post.

Casa di Anna Frank, Amsterdam. 
Prima di dedicarmi alla sezione artistica però, segnalazione va fatta per uno dei luoghi più suggestivi di tutta Amsterdam, la Casa di Anna Frank; ovvero l’edificio dove la famiglia Frank cercò rifugio con la famiglia Van Pels in seguito all’invasione tedesca ed alle leggi razziali nei primi anni ‘40.

Divenuto museo perché luogo simbolo dell’olocausto, dell’ingiustizia e della sofferenza patita dagli ebrei olandesi (per lo stesso motivo nei pressi della Chiesa dell’Ovest si erge il monumento Homomonument, che ricorda gli uomini sterminati per via della loro omosessualità), la Casa di Anna Frank è divenuta celebre nel mondo per via della pubblicazione del diario della ragazza adolescente deportata e morta di tifo nel campo di concentramento di Bergen – Belsen.
Ad oggi lì si conservano testimonianze dirette della vita delle due famiglie in quel nascondiglio, nonché documentazioni, fotografie e oggetti appartenuti ad Anna.

V. Van Gogh, I mangiatori di Patate, 1885, olio su tela,
Van Gogh Museum, Amsterdam 
Dopo la parentesi storica, ci si può rivolgere ogni attenzione all’assetto museale della città.
I tre musei più importanti raccolgono opere per lo più di fattura fiamminga ed olandese.
Di questi, uno è rivolto nello specifico a Vincent Van Gogh, pittore postimpressionista celeberrimo per la sua angoscia esistenziale.

Il Van Gogh Museum offre una corposa collezione di opere dell’artista, con capolavori di assoluta importanza storica come I mangiatori di patate, Campo di grano con volo di corvi e La casa gialla, l’edificio che condivise con l’amico pittore Paul Gauguin e che corrisponde all’esterno de La camera di Vincent ad Arles, altro dipinto custodito nello stesso museo.


V. Van Gogh, La casa gialla, 1888, olio su tela,
Van Gogh Museum, Amsterdam
V. Van Gogh, La camera di Vincent ad Arles, 1889,
olio su tela, Van Gogh Museum, Amsterdam

Altro importante polo è lo Stedelijk Museum, museo statale dedicato all’arte ed al design contemporaneo, che nella sua collezione permanente ospita tra gli altri, dipinti di Van Gogh, Kandinskij, Kirchner, Mondrian, Picasso, Malevic, Pollock, Chagall e Marc.
Ovviamente corpose e interessanti sono le sezioni dedicate al design di mobili, gioielli, tessuti, manifesti e stampe che raccontano l’intera evoluzione stilistica del XX secolo.

C. Corot, Donna con il mandolino, 1865, olio su tela,
Stedelijk Museum, Amsterdam. 
Tra i dipinti custoditi nel museo, sicuramente meritano di essere menzionati La figura umana in movimento di Francis Bacon, La natura morta con brocca e tre bottiglie di Georges Braque, Il violinista, La bella in verde e L'autoritratto con sette dita di Marc Chagall, Donna con il mandolino di Camille Corot, La grotta di Gustave CourbetLa natura morta con bottiglie e pesche di Paule Cezanne, Gli archeologi di Giorgio De Chirico, Ritratto di Augustine Roulin di Vincent Van Gogh, Apartheid di Keith Haring, Improvvisazione 33 e Due cornici di Vassilj Kandinskij, Ragazza nuda dietro la tenda di Ernst Ludwig Kirchner, Giochi di Marte di Paul Klee, Ritratto di William Wauer di Oskar KokoschkaCome ho aperto il fuoco di Roy Lichtenstein, Villaggio, Il boscaiolo, Un inglese a Mosca e Fuga di piano giallo di Kazmir Malevich, due Achrome di Piero Manzoni, L'odalisca di Henri Matisse, Le teste e La femmina nuda davanti al giardino di Pablo Picasso, Riflessione del grande carro di Jackson Pollock, Natura morta da lontano e Paesaggio di Bougival di Maurice de Vlaminck.

M. Chagall, Autoritratto con sette dita, 1912,
olio su tela, Stedelijk Museum, Amsterdam.
V. Van Gogh, Ritratto di Augustine Roulin, 1889,
olio su tela, Stedelijk Museum, Amsterdam. 


F. Bacon, Figura umana in movimento, 1965,
olio su tela, Stedelijk Museum, Amsterdam.
G. Braque, Natura morta e tre bottiglie, 1908,
olio su tela, Stedelijk Museum, Amsterdam. 

Rembrandt, La lezione di Anatomia del Dottor Tulp, 1632,
olio su tela, Rijksmuseum, Amsterdam. 
Infine, il meraviglioso Rijksmuseum, ovvero il Museo Statale della città, che raccoglie opere d’arte moderna e contemporanea dei pittori più influenti dal Fiammingo, all’Età contemporanea, passando per il Classicismo Olandese del Seicento, nonché di altri celeberrimi artisti dello scenario mondiale.

La sua collezione permanente detiene capisaldi dell’arte di tutti i tempi come La ronda di notte e La lezione di Anatomia del Dottor Tulp di Rembrandt, La lattaia e La stradina di Deft di Vermeer, l’Autoritratto di Vincent Van Gogh del 1887,  Il bevitore allegro di Frans Hals, La Madonna dell’Umiltà di Fra Angelico, Il calvario di Rubens.

Panorama di Amsterdam

COLONIA

Duomo di Colonia, parete laterale. 
Tra le tante città tedesche, considerando che Berlino è già nella lista delle dieci, Colonia si è contesa il posto con la bavarese Monaco, importante per la sua meravigliosa Alte Pinakothek, ma non solo.
Però, città di spicco della Renania, con alle spalle una storia plurisecolare che l’ha vista erigersi quale polo religioso nel Medioevo e polo del supplizio della sofferenza tedesca durante gli attacchi degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, Colonia con i suoi monumenti importanti, il suo fascino algido ed il suo assetto museale di spessore, ha avuto la meglio.

La peculiarità della città è data senza dubbio dai forti contrasti che vivono il suo alzato ed i suoi abitanti: infatti se da un punto di vista sociale, il trapasso dal degrado di alcune vie dense di barboni, tossicodipendenti e criminali, alla fastosità, all’eleganza delle vie del centro, è crudo, per cui si percepisce un netto distacco delle due realtà a distanza di poche decine di metri l’una dall’altra, dall’altro lo stesso fenomeno si ripresenta nella piazza dove imponente si erge il duomo gotico della città, attorniato da edifici contemporanei ricostruiti dopo i bombardamenti.

Donazione del modello della chiesa, XII secolo,
mosaico pavimentale, Duomo di Colonia.
Il Duomo dedicato ai Santi Pietro e Paolo, è per l’appunto il monumento più importante di Colonia; un esempio suggestivo – con le sue torri alte ben 157 metri – di gotico tedesco.
Cantiere vivo per ben sei secoli – dal 1248 al 1880, quando, inaugurato, risultò essere l’edificio più alto del mondo – aprendosi esternamente come un monumento di dimensioni pantagrueliche tra torri e corpo longitudinale, ed internamente come un chiaro inno allo stile nordeuropeo medievale nelle sue navate con volta a crociera ogivali.

Talmente suggestiva che, nonostante i rifacimenti della seconda metà del secolo XX, l’edificio sembra rispecchiare a pieno la sacralità degli anni di fervida religiosità medievale, al suo interno il duomo conserva opere di valore incredibile tipo il Reliquiario dei Re Magi, un sarcofago in argento e legno del XIII secolo, reso da Federico Barbarossa alla città e successivamente depositato all’interno della chiesa.

Sculture sulla strombatura del portale del Duomo di Colonia, XIII secolo.
Basilica di S. Maria in Campidoglio,
X sec. circondario di Colonia.
Oltre allo svettante duomo, nel circondario sono presenti altre chiese degne di essere visitate perchè esempi fulgidi dello stile architettonico locale medievale.
Solitamente sono catalogabili come dodici chiese dall'assetto ottoniano e romanico, tutte da visitare perchè perle della zona del Reno. Per una scelta esemplare, tra queste segnalo la Basilica di Santa Maria in Campidoglio, la Basilica di San Gereone e la Chiesa di San Pantaleone.

Basilica di San Gerone, XI sec, circondario di Colonia. 
La Basilica di Santa Maria in Campidoglio è importante non solo per la peculiarità stilistica del suo impianto, che essendo di epoca ottoniana, si snoda esternamente in un gioco di volumi e cromie ed internamente in un anomala tripartizione absidale e che un tempo conservava anche il westwerk, ma anche per la valenza storica di chi la commissionò, ovvero l’arcivescovo Herimann e la badessa Hilda, due tra le personalità religiose più influenti dell’epoca ottoniana.

La Basilica di San Gereone è un esempio artisticamente importante perché fonde nel suo alzato elementi ottoniani, romanici e gotici, tipici della zona renana, pur rimanendo originale nell’alzato con la sua pianta decagonale a navata unica, sorretta da quattro torrette cilindriche collegate ad essa tramite archi rampanti e due torri quadrangolari al lato del transetto.

Polittico d'Altare della Basilica di San Gerone, XIII sec, pittura su tavola e scultura, circondario di Colonia. 

Chiesa di San Pantaleone, X secolo,
circondario di Colonia. 
Dello stesso periodo ottoniano è la Chiesa di San Pantaleone, articolata nel gioco di solidi conferito dalla presenza dei parallelepipedi che costituiscono il transetto ed il corpo longitudinale, dal cubo della torre centrale del westwerk dell’edificio e dai tronchi ottogonali e cilindrici delle torri che lo chiudono.

L’importanza della chiesa suddetta sta nell’abbazia benedettina, voluta nel X secolo da Bruno, fratello di Ottone; un abbazia che ospitava artisti provenienti da tutta Europa e da Bisanzio e che apriva ad un laboratorio orafo rinomato in ogni meandro del continente.  
Qui il monaco Teofilo si rese autore di uno dei manoscritti medievali sulle tecniche coloristiche ed artistiche più completo mai esistente, il “Diversarum artium schedula” (o “De diversis artibus”), diviso in tre sezioni (pittura, arte del vetro ed arte dei metalli) oggi conservato alla Herzogliche Bibliothek di Wolfenbuttel.

Tra i diversissimi musei di Colonia, alcuni dei quali dedicati alla cioccolata o al carnevale (il carnevale di Colonia è una festività che si tiene l’11 novembre di ogni anno ed equivale nei festeggiamenti al nostro martedì grasso), di grande impatto storico artistico sono il Museo del Tesoro del Duomo di Colonia, che sorge a ridosso della cattedrale, il Ludwig Museum ed il Wallraf Richardz Museum.

S. Lochner, Madonna del pergolato,
1440 ca, pittura su tavola,
Wallraf Richardz Museum, Colon
ia.
 
Il Wallraf Richardz Museum ospita la collezione di arte medievale, moderna e contemporanea più concreta ed importante di Colonia, tra cui spiccano dipinti di Rubens, Rembrandt, Murillo, Boucher, nonché una cospicuo numero di opere impressioniste e post impressioniste a cui fanno capo Monet, Pizarro, Renoir, Van Gogh.
Tra i capolavori si segnalano La Madonna del pergolato di Rose di Stefan Lochner, Il pifferaio e il tamburino di Albrecht Durer, Giunone e Argo di Paul Rubens, L’autoritratto di Rembrandt del 1668, I coniugi Sisley di Pierre Auguste Renoir, Il ponte levatoio di Vincent Van Gogh, Le ragazze sul ponte di Edvard Munch e Le ninfee di Claude Monet.

P. A. Renoir, I comiugi Sisley, 1868, olio su tela,
Wallraf Richardz Museum, Colonia. 
A. Durer, Il pifferaio e il suonatore di tamburo, 1503 - 1504,
olio su tavola, Wallraf Richardz Museum, Colonia.  


E. L. Kirchner, Cinque donne sulla strada, 1913,
olio su tela, Ludwig Museum, Colonia. 
E infine il Ludwig Museum, fondato nella seconda metà degli anni ’70 dal collezionista Peter Ludwig e la cui facciata guarda il lato destro della cattedrale. Encomiabile è la collezione del museo, che annovera tra le sue perle il N. 15 in bianco e nero di Jackson Pollock, L’appuntamento di amici e La Vergine rimprovera Gesù Bambino di Max Ernst, Tavolo nero, rosso, giallo, blu e azzurro di Piet Mondrian, Cinque donne sulla strada di Ernst Ludwig Kirchner, Terra e verde di Mark Rothko, Ritratto del Dottor Hans Koch di Otto Dix, il Mercato nero di Robert Rauschenberg, La stazione di Perpignan di Salvador Dalì, La gigantessa di Renè Magritte, l’Arlecchino con le mani giunte e la Donna con carciofo di Pablo Picasso, M- Maybe di Roy Lichtenstein, la Composizione suprematista di Kasimir Malevich, la Bandiera su campo arancione di Jasper Johns,  Pittura 1946, seconda versione di Francis Bacon e Donne e scimmie di Henri Matisse.

Panorama di Colonia con  il ponte su Reno e il Duomo. 

A seguire si riportano i link delle restanti città europee facenti parte delle 10 che consiglio di visitare:


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