domenica 30 agosto 2015

La fotografia di Herlinde Koelbl: l'essere umano si racconta.

Fotografia del XX secolo, 
Collezione Gruber, 
Museum Ludwig, Colonia
Leggendo con morboso interesse il mio ultimo acquisto in ambito di storia della fotografia – il catalogo Fotografia del XX secolo, edito Taschen – che tratta della collezione Gruber, permanente al Ludwig Museum di Colonia, ho trovato decisamente interessante la biografia ed il percorso artistico di una fotografa tedesca tutt’oggi vivente, Herlinde Koelbl, nata a Lindau il 31 ottobre del 1939 e residente tutt’oggi a Monaco di Baviera. 

Particolarmente interessante perché, nel mondo selettivo della fotografia di qualità, le donne hanno sempre avuto un ruolo marginale rispetto agli uomini, per numero e notorietà, per quanto quelle poche dotate di vero talento, caparbietà, intuito e determinazione, ad oggi sono riconosciute quali capisaldi della storia della fotografia – una su tutte Margareth Bourke White, di cui ho trattato qui

Herlinde Koelbl
Da sempre interessata al mondo dello spettacolo dell’arte, il filo intersecabile che lega Herlinde Koelbl alla fotografia si crea nel 1975, quando appassionatasi a questo mondo inizia a studiarla da autodidatta: talento, preparazione e attitudine non mancano, tanto che da allora inizia a collaborare con testate giornalistiche di spessore, quali il Zeit Magazin, lo Stern o il New York Times

È presso queste che infatti, come fotoreporter, nel 1987 ha l’occasione di fotografare da vicino il mondo israelita, catturando nei suoi scatti la sacralità di un mondo molto legato alla religione (tant’è vero che non di rado riproduce in quelle sue composizioni, scene che ricordano aneddoti biblici) e la brutalità e la drammaticità della vita quotidiana nella Striscia di Gaza, nel pieno del movimento Intifada. 

La Koelbl dell’Intifada è una fotografa già conosciuta allora, perché la notorietà arriva sin da subito grazie all’intuizione del suo reportage fotografico Il soggiorno tedesco, le cui fotografie immortalano famiglie tedesche più o meno conosciute, nella stanza più comunicativa della casa. Il soggiorno infatti rivela le sfumature di chi l’ha arredato, quindi di conseguenza per alcuni tratti anche la sua anima. 

H. Koelbl, Hans Heinrich A. (agricoltore) e Maria A. (casalinga), 1980, fotografia, Bucher, Monaco.  

H. Koelbl, Alois W. (autista di gru)
e Katharina W. (casalinga), 1980,
fotografia, Bucher, Monaco. 
E proprio in questi scatti che si può notare quindi la diversità tra le famiglie tedesche dei più disparati ceti sociali, a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80: ognuno dei soggetti raffigurati nel proprio soggiorno non viene identificato con il cognome, ma solo col nome, perdendo quindi anche la sua importanza nella società. È così che ci ritroviamo personalità di spicco quali industriali, principesse e magnati, confusi con agricoltori o piccoli imprenditori: l’individuazione del loro gusto, del loro ceto è distinguibile solo guardando ai loro salotti, allestiti seguendo tradizioni culturali e venatorie tedesche o nella più piena modernità avanguardista. 

H. Koelbl, Dr. Franz F. (consigliere) e Gabriele F. (casalinga), 1980, fotografia, Bucher, Monaco.  

H. Koelbl, Tibor Radvanyi (studente) - Parigi,  2002,
 fotografia, Knesebeck Verlag, Monaco. 
La stessa idea sarà ripresa nel 2002, quando riproporrà Camere da letto. La tipologia d’indagine è pressappoco la stessa, ma le camere da letto prese in considerazione non sono solo tedesche – berlinesi nello specifico, -  ma anche londinesi, moscovite, newyorkesi, parigine e romane. 
In un giro del mondo virtuale, in piccole particolarità ogni camera da letto immortalata tradisce l’appartenenza geoculturale di chi la abita. 


H. Koelbl, Peter e Liz Ward (presidente  e casalinga) - Londra,
2002, fotografia, Knesebeck Verlag, Monaco.
Soggetti che non sono solo parte di arredamento ma che anzi, spiegano attraverso i loro occhi quello che vediamo attorno a loro: malinconica e romantica è la romana Concetta Duranti, la pensionata 85enne seduta sul suo lettone ordinato e rivestito di pizzo, mentre fissa fuori dalla finestra, seduta accanto alla sua bambola di porcellana; rock e cosmopolita è la berlinese Andrea Kummer, distesa seminuda e tatuata sul suo letto rosso, in una stanza che sposa elementi kitsch, musicali e religiosi; dolcissima e tradizionale è la pensionata moscovita Kira Swiridowa, composta sul suo letto e circondata da un arredamento minimal in cui si staglia un televisore con la cassa in legno, stile anni ’80, e così via. 

H. Koelbl, Andrea Kummer (studentessa)
- Berlino, 2002, fotografia,
Knesebeck Verlag, Monaco. 
H. Koelbl, Concetta Duranti (pensionata) - Roma, 2002,
fotografia, Knesebeck Verlag, Monaco. 







H. Koelbl, Kira Swiridowa (pensionata) - Mosca, 2002, fotografia, Knesebeck Verlag, Monaco.

H. Koelbl, Gente Elegante, 1986, fotografia,
Edition Stemmle, Schaffhausen. 
A I soggiorni tedeschi, segue quindi nell’86 la pubblicazione del suo reportage Gente Elegante, in cui in modo impietoso Herlinde Koelbl con il suo obbiettivo va a raccontare cosa si nasconde effettivamente dietro la facciata spesso ipocrita dell’elite della società. In un mondo fatto di galà, serate di beneficienza, vernissage e cene super lussuose, le fotografie dell’artista sono uno smacco: il retrogusto kitsch dell’abbigliamento sontuoso e scollato delle commensali, le unghie brillantinate e in pendant con anelli e bracciali che ricoprono le mani di donne intente a fumare, uomini di alto livello che palpano il seno alle loro accompagnatrici in preda a qualche bicchiere di troppo, claque che sostiene la spogliarellista intenta a togliersi le vesti.. tutto ricorda quella società alla deriva, raccontata anche dagli espressionisti tedeschi qualche decennio addietro. 

H. Koelbl, Gente Elegante, 1986,
fotografia, 
Edition Stemmle, Schaffhausen. 
H. Koelbl, Gente Elegante, 1986,
fotografia, 
Edition Stemmle, Schaffhausen. 

H. Koelble, Uomini, 1984,
fotografia, List Verlag, Monaco
Ancora di forte impatto è il dittico Uomini e Donne forti, due reportage eseguiti con un distacco di poco più di un decennio il primo dal secondo – 1984 e 1996 – che indagano circa la complessità psicofisica dell’essere umano in entrambi i generi. 
Gli scatti di Uomini, sono fotografie che non hanno l’intenzione di apparire sterilmente cariche di erotismo e machismo, ma documenti che rivelano da un lato la plasticità e la tensione di linee molto ben definite, che ben si sposano con i chiaroscuri provocati dall’angolazione dello scatto e dalla direzione della luce, dall’altro la dolcezza di attimi di intimità e smascheramento, la consapevolezza dell’età che avanza, ma anche la virilità e il desiderio dell’amore omosessuale.


H. Koelble, Uomini, 1984, 
fotografia, List Verlag, Monaco
H. Koelble, Uomini, 1984, 
fotografia, List Verlag, Monaco

H. Koelble, Uomini, 1984, 
fotografia, List Verlag, Monaco
H. Koelble, Uomini, 1984, 
fotografia, List Verlag, Monaco

H. Koelbl, Donne forti, 1996,
fotografia, Knesebeck Verlag
Con Donne forti fa lo stesso, ma il lavoro si rivela ancor più delicato in questo caso. Gli scatti che compongono il reportage sono emozionalmente forti, perché forti sono anche i pregiudizi verso quelle donne dal fisico muscoloso, prorompente o segnato dall’età che avanza. Le donne delle fotografie di Koelbl sono davvero forti, lo dimostrano sorridendo sinceramente e mostrando le loro nudità burrose e morbide o estremamente rugose, che smorzano la compattezza degli scatti creando un dolce dinamismo sinuoso e veritiero. 







H. Koelbl, Donne forti, 1996,
fotografia, Knesebeck Verlag
H. Koelbl, Donne forti, 1996,
fotografia, Knesebeck Verlag

H. Koelbl, Donne forti, 1996,
fotografia, Knesebeck Verlag
H. Koelbl, Donne forti, 1996,
fotografia, Knesebeck Verlag

D’altronde il percorso artistico della Koelbl segue una linea volta alla denuncia, sia nel senso letterale della parola che nella versione più cruda. È un percorso volto a raccontare e a spiegare quello che spesso non sia ha voglia di guardare, così come è stato per Gente Elegante e Donne forti. Lo fa sempre nel 1996 anche con il suo reportage Sacrificio, in cui senza prendere parti e difese, semplicemente documenta il macello degli ovini nella crudeltà più veritiera. 


H. Koelbl, Sacrificio, 1996,
fotografia, Edizione Braus, Heidelberg
H. Koelbl, Sacrificio, 1996, 
fotografia, Edizione Braus, Heidelberg

Non accentua la Koelbl ma documenta, resta lì a guardare e a dimostrare: le fotografie a colori piuttosto che in bianco e nero rendono il pathos di quanto accade e l’effimera arrendevolezza degli anelli, appesi scuoiati agli alberi o ormai deboli e in fin di vita sgozzati e inondati del loro sangue: sacrificio di esseri viventi per l’alimentazione dell’uomo e chiaro rimando alla religiosità insita dell’atto. 


H. Koelbl, Sacrificio, 1996, 
fotografia, Edizione Braus, Heidelberg
H. Koelbl, Sacrificio, 1996, 
fotografia, Edizione Braus, Heidelberg


H. Koelbl, Obiettivi - Brasile, 2014, fotografia, Prestel
Stessa politica attuata per il suo ultimo lavoro (2014), Obiettivi, reportage che attraverso foto scattate in più di trenta paesi nei sei anni addietro alla pubblicazione, mostra come i soldati vengano addestrati ad uccidere. Dietro ogni scatto c’è l’intenzionalità di raccontare aspetti psicologici legati a chi insegna, a chi impara e alla società di cui fanno parte: un caso per tutti l’esempio americano, per cui il nemico è il sagomato di un terrorista arabo intento a premere il detonatore di una bomba. 



H. Koelbl, Obiettivi -USA, 2014, fotografia, Prestel

Ma la sua opera più importante rimane sicuramente Tracce di potere del 1999, reportage che riprende in più riprese i ritratti dei più importanti politici della Germania degli ultimi decenni. Joschka Fischer, Gerhard Schröder, Angela Merkel, Arnold Vaatz, Frank Schirrmacher, Renate Schmidt, Monika Hohlmeier e Irmgard Schwaetzer sono tra i protagonisti di questo lavoro, esemplare se si ragionasse sul fatto che alcuni di loro sono stati fondamentali per il traino della Germania in Europa, come i cancellieri Gerhard Schröder o Angela Merkel, che tutt’oggi è il perno principale su cui fa leva l’Unione Europea. 


H. Koelble, Angela Merkel, 1991, fotografia, Monaco. 

H. Koelble, Angela Merkel, 2006, fotografia, Monaco. 



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